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In che modo L’Uomo è a Immagine e Somiglianza di Dio

Gioia ed Equilibrio a tutti

Ieri 24 Marzo Vincenzo Vitillo (di seguito V.)  ha tenuto una bellissima conferenza sul senso della frase “A Immagine e Somiglianza” presente nelle sacre scritture con il fine di sviluppare l’argomento e il punto di vista dal quale si può dire che l’uomo è simile a Dio.

Di seguito un breve riassunto seguito da qualche considerazione personale dello scrivente quale spunto per un confronto sull’argomento.

E’ certo una possibilità il fatto che Dio possa avere un corpo fisico e dimorare in un giardino ideale dove le mele non cadono e marciscono, i cespugli non crescono,  il fango non sporca, insomma, un giardino perfetto.

Considerato però l’universo di estensione infinita l’allocazione della dimora di Dio  in uno specifico sito costituirebbe elemento di non equità, in quanto risulterebbe molto vicino a qualcosa ma infinitamente lontano dalla maggior parte dell’universo. Se così non fosse dovremmo allora però  iniziare a far cadere dei paradigmi che necessariamente andrebbero ad intaccare il presupposto del corpo fisico antropomorfo del Creatore.

E poi, dopo qualche Eone di vita si è vecchi o giovani?  Insomma più ci si pensa e più le cose non tornano e si inizia a capire come sicuramente non semplice e banale sia l’argomento in cui V. si è cimentato in questa serata.

Da quale punto di vista si può allora dire che l’uomo è simile a Dio?

V. struttura inizialmente il suo pensiero partendo dal fatto che Certamente Dio non si può dire che possa avere un corpo fisico se non nella manifestazione del creato. Allo stesso modo (somiglianza) in cui l’uomo ha un corpo ma il corpo non è l’uomo o meglio non è la sua essenza.

Si capisce quindi come a questa “festa” è stato necessario invitare  i concetti di Forma ed Essenza e, quantomeno per non doverne poi subire eventuali ritorsioni, anche quello di  Coscienza.

Un qualcosa cui è difficile non sentirne qualche risonanza è che Dio possa essere riconosciuto  nella Vita che si può scorgere in tutti i processi di crescita e riproduzione.

V. procede oltre nell’argomentare come però Dio sia in primis Spirito e l’uomo Fiammella dello Spirito Creatore da cui tutto è scaturito.

Memore degli esperimenti da bambino il discorso che Spirito e Fiammella abbiamo una particolare affinità mi ha subito convinto come il fatto che, in virtù di questa affinità potenzialmente esplosiva, l’incontro debba avvenire con particolare cautela e delicatezza.

La festa è quindi iniziata a popolarsi con i pezzi da 90 quale lo Spirito onnipresente nelle conferenze di V. ed elemento centrale per la loro comprensione. Considerando che scopo della conferenza è il confronto tra Essenza (Spirito) e Forma (Corpo Fisico) il cerchio principale degli invitati si è quasi completato con l’ingresso dell’Anima quale anello di congiunzione tra Spirito e Corpo Fisico.

Concettualizzare in questo contesto gli Elementi Spirito, Anima e Corpo è ovviamente non percorribile e probabilmente nemmeno produttivo salto tutti i passaggi arrivando direttamente alle conclusioni di V. che riassumerei così:

Ogni uomo ha in se tutti gli elementi del Divino ma non ancora portati a coscienza e interiorizzati. Compito di ogni uomo è divenire, nell’evoluzione libera, uno Spirito autocosciente del suo potenziale e collaborare a pieno diritto al piano Divino dell’evoluzione Universale.

Uno bello scorcio della conversazione ha trattato la costituzione del Creato a partire Dalle entità e gerarchie più vicine agli uomini (gli Angeli – Angeli) a quelle più vicine al creatore (gli Angeli – Serafini).

Seppur “Gerarchia” sia tecnicamente corretto un termine che personalmente  ritengo bellissimo è altresì quello di “Coro” che pur nulla togliendo al concetto di gradualità fornisce ne fornisce una stupenda immagine esplicativa.

Ulteriori due certamente scomodi elementi che, purtroppo o forse per fortuna ma questo lo teniamo alla fine, bisogna sempre invitare (ed anche questo è stato fatto) sono quelli normalmente nominati come Satana e Lucifero.

Di seguito qualche considerazione considerazione personale come eventuale elemento di confronto.

Che Dio sia il primo creatore si ritiene elemento fondante delle successive considerazioni. Partendo da questo presupposto anche le entità sopra citate costituiscono una sua creazione volontaria e non uno “sbaglio”. Queste sono quindi funzionali al progetto dell’evoluzione dell’universo come un celestiale concerto armonico.

In questo momento sono particolarmente in contatto con certe energie ed immagini e con il loro linguaggio esprimerò le considerazioni e gli spunti di riflessione.

Le entità su nominate agiscono come quegli allenatori di calcio che per fare squadre vincenti selezionano i migliori talenti in erba escludendo gli altri che diventano solo un peso. Diverso invece è il comportamento del Pastore, cui ci invita ad ispirarci il Cristo, che non lascia indietro nemmeno una delle sue pecore.

Come in alto così in basso una possibilità di rappresentare il cammino della crescita è secondo la seguente triade (legata a quello spesso definita come “Grande Opera”) e i relativi passaggi:

1-SOPRAVVIVENZA (CORPO)

2- VITA/SERVIZIO (ANIMA)

3- EVOLUZIONE (SPIRITO)

La Sopravvivenza, l’imparare a sopravvivere, rappresenta un livello fondamentale della crescita. Questo in molti insegnamenti si sviluppa in 7 fasi (come altresi ogni elemento della triade). Obiettivo di questo livello è la formazione della Personalità, ma non come fine quanto per poterla trascendere e, in un cero senso, smontare.

L’immagine del Carro nel Tarots ne rappresenta il Fulgore ma se ben guardate le ruote (consiglio immagini di Conver) sono girate, il Carro, per quanto splendido è Bloccato.

Volendo essere pratici è certamente difficile dopo una vita passata a guadagnarsi una reputazione, ad essere riconosciuti e rispettati nella società, ad acquisire ricchezze che ci consentano di “godercela” riuscire a crescere e cambiare livello.

La necessità di prendere coscienza porta  prima o poi al confronto con l’inflessibile Arcano 8 (Giustizia) che apre il secondo livello, di contatto con l’Anima. Questo livello diparte da una crisi e presa di coscienza per arrivare al suo compimento nell’equilibrio e nel servizio. Questa seconda realizzazione è riassunta dall’immagine dell’arcano 14 (Temperanza). Il contatto con Temperanza è stupendo ed indimenticabile intimamente legato con il mondo delle Gerarchie Angeliche accennato da Vincenzo.  Chi arriva in Temperanza ha superato la prova della prima “Morte”. Il passaggio da Carro a Temperanza è veramente notevole , ma…, bisogna trascendere anche questo livello.

Con Temperanza si arriva sì  al conseguimento di grandi facoltà e al metterle al servizio ma operando al livello dell’Anima manca ancora un elemento fondamentale, il fuoco portato nel creato dagli Angeli Serafini. Per arrivare al piano in cui si incontrano Spirito e Fiammella è necessaria una grande Prova, e le tanto temute entità ne sono i grandi guardiani di accesso.

L’immagine della Grande Prova è rappresentata nell’arcano 15 cui sono conferiti i mezzi per bloccare sia anima che personalita. Per passare al terzo livello bisogna quindi trascendere Temperanza, superare la grande prova con un “No, Grazie” tanto semplice quanto indice di una presa di coscienza Stratosferica per entrare di diritto in “Casa Dio” e continuare lì il percorso accompagnati da una danza armonica di Spirito e Fiammella.

L’obiettivo? Giungere al Mondo (Arcano 21) ed entrare, a pieno titolati dalle prove superate per Talenti sviluppati e non ricevuti, quali Angeli dell’Amore e Liberta,  nel Coro della Creazione.

Molto ci sarebbe da dire sui passaggi e la costruzione di quello che tecnicamente viene spesso chiamato “Ponte Arcobaleno”, l’importante è però partire nella ricerca fedeli a se stessi.

Un Abbraccio A Tutti e Buona Pasqua.

Sergio

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